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Archive for gennaio 2009

..prima di una serie di esami…
Sono riflessivo in questo periodo, come in tutti i periodi in cui sto per affrontare delle prove, e quindi qui non riesco a scrivere con entusiasmo. Come un amico che avevo mi chiedo se mi comporto bene con gli altri, e se mi piace come mi comporto con gli altri, e mi chiedo sempre più insistentemente se ricevo lo stesso tipo di trattamento dalle persone, poche, di cui, nel tempo, mi sono circondato. Il mio amico ricordo che iniziò questa ascetica riflessione andando a fare casino sulla spiaggia il giorno successivo. Il mio istinto è quello di starmente per conto mio, molto di più di quanto il mio schivo carattere già non faccia. Un po’come le lumache che quando le si tocca si ritraggono nel loro rassicurante guscio. La valutazione di solito si fa con il tempo, soppesando i comportamenti, i gesti e le risposte che altri ti hanno dato e che tu hai dato a loro. Non so perchè ma ultimamente mi segnano profondamente il disinteresse di persone che reputavo vicine e qualche modo di fare che di primo acchitto mi sembra sgarbato. Credo di essere diventato più sensibile a queste cose. Paradossalmente mi fa più male che non mi si risponda piuttosto che mi si risponda male.

Mi chiedo spesso se è questo quello che ho seminato al vento e se è giusto quindi che io raccolga quel che ho seminato. Anche perchè pur nel mio caratteraccio ho sempre cercato di non creare casini agli altri. Ho sempre pensato che fosse una buona strategia, ma evidentemente mi sbagliavo. Avrei dovuto rispondere più spesso a chi mi chiedeva di uscire con un “Non c’ho cazzi”, come mi è successo, oppure non fare nemmeno una telefonata a chi compie gli anni e non vedo da un anno. Qualcuno neanche mi ha fatto gli auguri di natale, avvolto dal manto dell’intoccablità di chi ha finito i soldi nel cellulare.

Mi trovo a ponderare che un sms costa 16 cent. Un caffè tra i 35 e gli 80 cent. Simo disposti a risparmiare un sms, ma magari non rinunciamo ad un caffè. é curioso il comportamento umano.

Forse non valgo i 19 cent di differenza.

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L’altro giorno, girando tra le stramberie della rete, più naufragando che altro, ho scoperto una cosa che piacerà davvero alla Vallle…della serie mettete dei fiori nei vostri cannoni! Ho scoperto infatti che esiste un gruppo di giardinieri ribelli..ovvero chi semina e pianta in zone dove di solito non c’è nulla, in genere aiuole abbandonate a loro stesse e terreni incolti..tra le tante cose la spiegazione su come fare una bomba di semi: una pallina di argilla, semi, acqua e fertilizzante che, lanciata nelle zone giuste, con le piogge si dissolve e ne nascono i fiori! Geniale! secondo me è una figata!

http://funtimehappygardenexplosion.blogspot.com/2007/08/guerilla-gardening-seed-bombs.html http://www.lizchristygarden.org/lcbh_files/seed_bomb.html

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Ultimamente mi è capitato sotto mano un articolo sulle time-capsule, ovvero delle scatole/capsule dove infilare oggetti e scritti vari che in teoria dovrebbero resistere nel tempo per decenni, secoli o addirittura millenni per poter essere aperte in date più o meno stabilite a priori, conservando intatto il loro contenuto. L’idea mi è sembrata carina, ma mi sono reso conto che la realizzazione di queste capsule, per quanto non eccessivamente costosa, è comunque ad un prezzo di un certo livello e non di tutte le tasche. Ho pensato quindi di proporvi un progettino di una capsula che secondo me dovrebbe resistere almeno 2500 anni ma ad un prezzo decisamente più abbordabile, perchè costituita da materiali quasi tutti di recupero.

Materiali usati

I materiali migliori per questo tipo di cose sono ritenuti l’acciaio inox e, in seconda scelta, l’alluminio, ma è pur vero che non tutti gli acciai inox vanno bene e quelli che vanno bene sono decisamente costosi, idem per l’alluminio che deve essere passivato. Mi dovrebbero spiegare poi come fanno a sapere che in 6000 anni il metallo non si ossida comunque: anche l’inox ha una sua durata. Perciò ho scelto materiali plastici e vetrosi non biodegradabili chiaramente: PET (polietilene tereftalato), PE a.d.(polietilene ad alta densità) e vetro.

Progetto

Alla fine dell’articolo ho aggiunto le immagini con le misure del progetto e tutto il necessario. Si tratta di più strati uno interno all’altro, dall’interno verso l’esterno troviamo:

  1. Vaso in vetro con chiusura a vite (va benissimo quello che si usa per il caffè solubile Coop, che è cilindrico, impermeabile e contiene un cartoncino che serve ad assorbire l’umidità residua)
  2. Riempimento di vario genere (sabbia,carta, cotone, il migliore sarebbe paraffina ottenuta sciogliendo le candele che non sono di cera d’api, quelle ikea vanno benissimo)
  3. Una mezza bottiglia dell’acqua in PET che va montata rovesciata rispetto all’apertura del vaso, e va chiusa sul fondo scaldandola e sagomandola in modo da non lasciare aperture di nessun tipo, in ogni caso la cera precedente chiuderà eventuali microfessure
  4. Uno strato riempitivo di cera a base di paraffina
  5. Uno spezzone di tubo di PE a.d. (i classici tubi arancioni che si vedono in cantiere) che serve a creare una cavità
  6. Un sacchetto di quelli da congelatore, opportunamente chiuso ermeticamente
  7. Calcestruzzo ordinario creato con cemento CEM 32,5 Rck e inerti

Consigli

Innanzitutto alcuni consigli di realizzazione del calcestruzzo (CLS) le dosi giuste per 1 m³ di CLS, ma voi ne avrete molto meno, sono:       1 m³ CLS=1,2 m³ di inerti(sabbia e ghiaia)+200 l di acqua+300 Kg di cemento

L’acqua può essere aumentata, ma diminuirà la resistenza, meno ne usate e meglio è. Cercate di usare un rapporto acqua/cemento quanto più vicino a 0,32, MAI inferiore (non si idrata la pasta)e MAI sopra lo 0,6(viene fuori resistente come il burro).

Ponetevi il problema della conservazione delle cose all’interno, ovviamente non devono essere cose facilmente biodegradabili, ovviamente anche la carta se progettate di lasciarla lì un millennio tenderà a disintegrarsi. Ci son odelle utili guide in inglese a queste cose che vi lascio in calce al post.

Ad ogni strato sterilizzatelo, ovvero, il vaso lo passate in microonde 30 sec ed è già più che sufficiente, lo riempite, lo tappate. A questo punto se volete assicurare ancora di più la durata, sigillate il tappo all’interno con un giro di silicone, chiudetelo, e aspettate che si solidifichi. Poi la bottiglia, fate la stessa cosa, poi ci mettete il vaso e poi infine chiudete. Il sacchetto non è necessario perchè se è già per alimenti non dovrebbero esserci problemi. Importante è l’impermeabilità di ogni strato e sarebbe anche importante l’atmosfera interna del vasso dove metterete gli oggetti, che sarebbe meglio riempire di azoto o argon, con sistemi anche abbastanza costosi. Avrei anche ideato un sistema per riempirlo di azoto, ma per ora non ve lo spiego. Troppo complicato.

Considerazioni

Considerando i diversi strati avrete notato che nel progetto ho lasciato una piccola cavità superiore tra la bottiglia e il CLS, in questo modo la riapertura sarà possibile solo rompendo il CLS nella zona superiore con qualche buona martellata ben assestata. Sopra questa zona è il caso di mettere una targa in metallo che ricordi quando deve essere riaperta. Ovviamente durerebbe di più se fosse tutta piena, ma la sua riapertura sarebbe tutt’altro che agevole. Gli spessori ai lati di 5 cm di CLS sono stati scelti in base alla considerazione che il CLS non è impermeabile e in ambienti aggressivi gli agenti possono penetrare e corrodere le parti interne, normalmente per ambienti molto aggressivi è obbligatorio nelle strutture uno spessore di 4,5 cm, e 5 cm sono più che sufficienti. Ovviamente il vetro e il CLS sono materiali estremamente duri, ma non resistono bene ad urti, proprio per qusto il PE e il PET sopperiscono a questa mancanza, facendo in modo che una parte della capsula rimanga integra comunque. Per i tempi di durata molto dipende dall’ambiente in cui si trova, diciamo che noi consideriamo il percorso più facile secondo cui eventuali agenti, rotture, etc. si possono verificare ovvero dalla parte superiore e supponiamo che la durabilità dei materiali sia dimezzata secondo quanto stimato per la loro biodegradabilità:

vetro => 4000 anni => dimezzato => 2000 anni

PET  bottiglia=>200 anni => dimezzato =>100 anni

PET sacchetto=>100 anni => dimezzato =>50 anni

CLS =>300 anni => dimezzato =>150 anni

Totale= 2300 anni

Dovrebbe perciò resistere anche da sepolta almeno 2300 anni, altra cosa è che resistano senza degradarsi anche gli oggetti in essa racchiusi e che venga ritrovata senza essere persa nei meandri del tempo.

 

 

Link

http://www.preservation.gc.ca/info/capsule-eng.asp
http://dlis.dos.state.fl.us/archives/preservation/time/index.cfm
http://www.oglethorpe.edu/about_us/crypt_of_civilization/

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Natale 2008 – Bressanone e dintorni

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Pustola, il paramecium domestico, si è dato alla pazza gioia durante il capodanno…motivo per cui ora ha una barca di fratelli e/o figli più o meno legittimi. Constatando il suo divertimento, ho deciso di liberarlo rovesciando o’bibbitone in giardino quanto prima.

In compenso sono arrivate in casa Mariuccia e Filomena, due orchidee regalate dalla Giorgina a mia mamma, le chiamo al femminile, ma sono due transessuali. Anche Cazzabubbole, una orchidea precedente, ha finalmente deciso di rifiorire dopo una eternità. Su tutte e tre ho scoperto cose interessanti: sono Phalaenopsis ma di tribù diverse e, essendo in fioritura tutte e tre, ho deciso di fare un esperimento, ovvero di creare un ibrido (un incrocio). Giusto per non sbagliare tutto, ho fatto l’impollinazione a mano tra Mariuccia e Filomena, che erano già più avanti di Cazzabubbole nella fioritura, e dopo alcuni giorni il fiore che ho fecondato di Filomena sta cambiando forma!

Ho scoperto poi come funziona la riproduzione delle orchidee via seme e devo dire che è interessante e difficile: tutto asettico e coltivazione iniziale in vitro su una gelatina nutritiva a base di agar-agar. Se fa i semi penso che ci proverò!

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e a tutti i 5 lettori, come Manzoni quasi, auguro un buon 2009! Il mio e quello di Giorgia non e` iniziato proprio bene bene, per una infausta congiuntura di eventi, pero` credo che il 2009 sar’ un po come il 2008, ovvero con i suoi alti e i suoi bassi.

Presto su questi schermi le foto della montagna e delle prime sciate della Ggina!

La Rossa mi perdoni gli accenti e gli apostrofi, ma ho la tastiera impostata male e non e` possibile trovare le vocali accentate, e neanche i duepunti –>solo mio padre puo` avere una tastiera qwerty e averla impostata con un altro standard…

Vi lascio una citazione che mi e` piaciuta (la silvia la legga attentamente e pensi al riposo del guerriero), dal libro virgolette Manuale del guerriero della luce chiusevirgolette

Quando vince una battaglia, il guerriero festeggia.

La vittoria gli è costata momenti difficili, notti piene di dubbi, interminabili giorni di attesa. Fin dai tempi remoti, celebrare un trionfo fa parte del rituale della vita: la celebrazione è un rito di passaggio.

I compagni assistono alla gioia del guerriero della luce e pensano: “Perchè si comporta così? Potrebbe risultare deluso dal prossimo combattimento. Potrebbe attirare la furia del nemico.”

Ma il guerriero conosce il motivo di questo suo gesto. Egli gode del miglior dono ch ela vittoria gli possa portare: la fiducia.

Celebra oggi la sua vittoria di ieri, per avere più forze nella battaglia di domani.

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